Vincenzo Di Salvo entra in classe. Una borsa di studio dedicata al sindacalista licatese ucciso dalla mafia nel 1958

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Da Placido Rizzotto a Vincenzo Di Salvo; dalla mafia del latifondo della metà del secolo scorso alla mafia del cemento e dei lavori pubblici degli anni sessanta, fino a giungere a quella, poco visibile e oggi in auge, delle operazioni finanziarie e del riciclaggio del denaro sporco.

Una full immersion per gli studenti delle quarte classi del Liceo “Vincenzo Linares” di Licata, che ieri, dopo l’appuntamento di lunedì scorso dedicato alla proiezione del film “Placido Rizzotto” diretto da Pasquale Scimeca, hanno incontrato Irene Santamaria, Sabrina Peritore e Antonino Catania dell’associazione A testa alta, Massimo Raso e Vito Baglio, rispettivamente segretari provinciali di Cgil e Fillea, sigla sindacale a cui il giovane Di Salvo era iscritto con la carica di responsabile della sezione di Licata.

Dieci anni separano l’assassinio del sindacalista corleonese Placido Rizzotto e quello di Vincenzo Di Salvo. Molte le analogie tra le due figure, accumunate da un profondo impegno in difesa della dignità di chi voleva lavorare senza abbassare la testa, liberamente e senza condizionamenti clientelari e mafiosi: Rizzotto insinuava nei contadini il tarlo della “disubbidienza” verso le rigide regole mafiose, incitandoli ad occupare le terre espropriate; Di Salvo, attivista della locale “Filea”, organizzava le lotte dei lavoratori per rivendicare il salario e ottenere tutele e diritti sociali, scontrandosi per questo anche con la legge dei mafiosi, fatta di violenza e prevaricazione. Ma la storia di Vincenzo Di Salvo – così come emerge dalla narrazione dei testimoni oculari e dal carteggio relativo alle indagini e al processo che è seguito all’assassinio – non è mai stata raccontata, finché lo scorso anno A testa alta decise di tirarla fuori dagli archivi polverosi e dimenticati della Corte di Assise.

Ed è proprio sulla figura di Vincenzo Di Salvo che si è incentrato l’incontro di ieri nell’aula magna del “Linares”, gremita di giovani studenti attenti e interessati; a loro toccherà realizzare, sotto la guida delle professoresse Marika ConsagraConcetta MontanaLucia GraciElena Porrello e Valeria Iacona, gli elaborati per partecipare all’assegnazione della borsa di studio messa a disposizione dalla Fillea Cgil Sicilia.

La premiazione ufficiale, con la consegna della borsa di studio del valore di mille euro, avverrà in occasione delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario dell’uccisione di Vincenzo Di Salvo, in programma il 17 marzo 2018. La manifestazione, organizzata da A testa alta, Libera, Fillea e Cgil e dalle altre associazioni del territorio che intendessero aderire, vedrà la Città di Licata quale tappa verso la XXIII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia.