Una petizione per non pagare la Tari

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@Paolo Picone
LICATA – Una città sporca, invivibile, oltre che un grande rischio per la salute dei cittadini, adesso stanchi di trovarsi in una situazione insostenibile. Licata, infatti, si trova sommersa dai rifiuti.
Stanchi di stare a guardare, però, gli abitanti hanno deciso di attivarsi, far sentire la loro voce e
far valere i propri diritti. Secondo l’articolo 23 del regolamento Tari è prevista una riduzione della tassa fino al 100%. Ecco, quindi, che il comitato civico Fondachello Playa, insieme al gruppo autonomo Licata Libera ha lanciato una petizione. La ragione è semplice: o non si paga, o si garantisce il servizio. Il testo della petizione recita: “Raccolta firme ai fini dell’applicazione dell’art. 23, c. 9, del regolamento Tari del Comune di Licata, il quale stabilisce che in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di
interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano
determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo alle persone o all’ambiente, alla tariffa è applicata una riduzione del 100%, limitatamente ai giorni completi di disservizio, in base a quanto stabilito dalla Costituzione Italiana e dalla normativa vigente”. La parola passa all’amministrazione comunale, che sta lavorando per trovare una soluzione, tenendo conto dei
problemi legati allo smaltimento dei rifiuti presenti da tempo in Sicilia. “Ben vengano le iniziative popolari come la raccolta firme per la riduzione della Tari – dice il commissario Mariagrazia Brandara – perché la partecipazione popolare è il sale della democrazia ma è giusto che si sappia che gli Uffici, su mio input stanno già valutando la possibilità di mettere subito in atto la misura”.