Turismo. La crisi nel Mediterraneo premia la Sicilia

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Impennata del turismo in Italia, soprattutto in Sicilia. Ma più che meriti della regione, si tratta di opportunità indirette offerte dalla drammatica situazione negli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo

Più che meriti si tratta di opportunità – Inversione di tendenza per il turismo italiano e soprattutto meridionale. A rivelarlo è stato Europasia e Cescat-Centro studi casa ambiente e territorio di Assoedilizia. «Il turismo dell’estate 2015, da giugno a settembre, è la migliore dal 2008, inizio della crisi e si assiste a un riscatto del Sud». Anche se il Mezzogiorno non nasconde le proprie difficoltà, dovute a carenze strutturali, ciò che colpisce è l’afflusso di turisti nelle regioni meridionali dell’Italia. «Quasi ovunque i segni positivi: più italiani in vacanza (incremento dell’8,6 per cento rispetto allo scorso anno), mentre è continuata la crescita dell’afflusso dei turisti stranieri, più 2,5 per cento, che comunque negli anni di vacche magre del turismo interno hanno limitato il bilancio negativo». Il forte afflusso lo si nota in particolar modo in Sicilia, seguita a ruota da Sardegna, Calabria e Puglia. Certo, i meriti sono soprattutto della drammatica situazione nel Mediterraneo.

La metà degli italiani hanno trascorso le vacanze al Sud – Tra Tunisia, Egitto, area mediorientale, per non parlare dell’instabilità della regione ellenica, l’unica che può approfittare di tutto ciò è la Sicilia. Le sue città si sono riempite di turisti e hanno fatto registrare un segno positivo che sta facendo le fortune di commercianti e diversi albergatori: «Per inquadrare adeguatamente il nostro boom nel contesto europeo, bisogna dire che la Spagna prevede 68 milioni di turisti e che l’Italia, come gli iberici, si sta avvantaggiando anche dei problemi di Tunisia ed Egitto come destinazioni turistiche. Nelle classifiche dell’Unwto relative al 2013, la Francia è al primo posto con 85 milioni di visitatori internazionali, seguita dagli Usa con 70 milioni, dalla Spagna con 61 milioni, dalla Cina con 56 milioni. L’Italia è quinta con 48 milioni di turisti davanti alla Turchia con 38 milioni». A tutto ciò va ad aggiungersi che la metà degli italiani hanno deciso di trascorrere le vacanze al Sud.

La matematica non è un’opinione, ma… – Sta di fatto che positivo è anche il fatturato legato al settore turistico: «Oltre 18 miliardi rispetto ai 17 del 2014 (+7 per cento). Se consideriamo invece anche l’indotto e lo proiettiamo sull’intero anno, arriviamo a 375-380 milioni di presenze (giorni-turista), un giro d’affari di 166 miliardi di euro (il 10,6 per cento del pil) e una incidenza sull’occupazione dell’11,4 per cento». Infine, nel conteggio globale, non può passare in secondo piano l’influenza dell’Expo di Milano che, nonostante le perplessità iniziali avanzate da alcune parti politiche ed esperti del settore, sta contribuendo a condurre nel capoluogo lombardo un flusso continuo di visitatori. Complessivamente si tratta di dati positivi. È vero che la matematica non è un’opinione, ma in questo caso, considerando il complesso globale, non si può non fare un’eccezione.