Prodezze alla “Holly e Benji”: eccole nella realtà

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Il modo in cui Cristiano Ronaldo ha letteralmente saltato un avversario ha scatenato il paragone con gli eroi del celebre cartone animato. Ma sui campi di calcio abbiamo visto anche doppie rovesciate, tiri della tigre e salvataggi “alla Ed Warner

Ci mancava solo la telecronaca del misterioso speaker che seguiva tutte le partite del campionato giovanile giapponese come se fosse un Mondiale e poi avremmo fatto un salto indietro di trent’anni, rivedendo quel Cristiano Ronaldo alzarsi in volo con il pallone incollato sul piede e un avversario in scivolata che gli ammirava le suole andando a vuoto con il suo intervento disperato. Una giocata “alla Holly e Benji”, è stato il primo pensiero di chi ha avuto la fortuna di crescere con il mitico cartone che ha ispirato le carriere di tanti calciatori (per loro stessa ammissione) e che continua a ispirare numeri e gol impossibili. E sarà cresciuto di sicuro a pane, Holly e Benji, essendo un classe ’84, anche Gaizka Toquero, diventato improvvisamente famoso come colui che è stato saltato – letteralmente – da Cristiano Ronaldo. Prima di loro, però, tanti altri si erano meritati il paragone con Holly e la sua banda: per un tiro (della tigre), una parata, una rovesciata…

 

La “doppia rovesciata” di Holly e Tom

Se la rovesciata è da sempre il gesto tecnico più spettacolare che il calcio possa offrire, figuratevi cosa può essere un gol realizzato con una doppia rovesciata combinata in cui due compagni di squadra calciano insieme il pallone. I soliti giapponesi esagerati, abbiamo pensato per anni, finché Abel Hernandez e Diomandé dell’Hull City non hanno deciso di accogliere così il Leicester campione d’Inghilterra, alla prima giornata di campionato.

La “trappola” della Mambo

Più snervante della marcatura a uomo a tutto campo, più evidente di un catenaccio vecchia maniera. Per difendere, la Mambo FC capitanata da Julian Ross aveva un modo apparentemente assurdo ma estremamente efficace: sceglieva il giocatore della squadra avversaria di maggior talento e poi lo accerchiava con 5 o 6 uomini. Dite che è impossibile che funzioni? Chiedete a Leo Messi come si è sentito quando è stato ingabbiato in questa maniera…

La parata alla Ed Warner

Veniva dalle arti marziali, e non perdeva occasione di ricordarcelo con le sue uscite spericolate o i tuffi usando i pali della porta come trampolini per darsi lo slancio: impossibile non amare Ed Warner e le sue parate impossibili, effettuate spesso con i piedi, quando tutto sembrava ormai perduto. Luca Cigarini è un classe ’86, per cui un altro della “generazione Holly e Benji”: dite che ha rivisto il fantasma di Ed quando Handanovic gli ha negato un gol già fatto a questa maniera?

Il “tiro della tigre” di Mark Lenders

Affinato con ore di allenamento sulla spiaggia, calciando il pallone fortissimo contro le onde, il “tiro della tigre” è la giocata a cui ricorre Mark Lenders quando la sua squadra ha bisogno di un gol, con buona pace degli addetti alla manutenzione del campo, costretti a cambiare la rete della porta. La palla calciata da Mark parte dal suo piede carica di una potenza impressionante e finisce dritta in porta seguendo una linea retta. Paradossalmente, sembra che più il tiro sia effettuato da lontano e più arrivi forte a destinazione, come se guadagnasse potenza metro dopo metro, anziché spegnersi. Più o meno la stessa impressione che si ha vedendo questo tiro del ‘galactico’ Clarence Seedorf in un derby contro l’Atletico Madrid.

Il salvataggio di faccia (o di pancia)

Reso celebre da Bruce Harper, che in un episodio del cartone decise bene di fermare così il “tiro della tigre” di Mark, il salvataggio di faccia più poetico resta quello del perfettissimo Holly che si immola per dimostrare al proprio portiere, il pavido Alan Crocker, che “il pallone è tuo amico”. Così, da buon capitano, prima si becca un missile in pieno stomaco che lo lascia stordito per qualche secondo e immediatamente dopo, sul nuovo tentativo di un Lenders inviperito dal pistolotto sull’amicizia che gli tocca pure sentire, ci mette la faccia. E nel calcio “vero”? Il miglior amico del pallone si è dimostrato Puyol che, da ultimo uomo e con la porta sguarnita alle sue spalle, contro la Lokomotiv non esitò a gonfiare il petto dinanzi alla conclusione a botta sicura di un avversario.