Processo Ortega-Geraci: l’associazione “A testa alta” si costituisce parte civile

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Il GUP del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, ha ammesso stamattina la costituzione di parte civile dell’associazione A testa alta nel processo penale contro Vincenzo Ortega, dirigente del Dipartimento urbanistica del Comune di Licata, e Luigi Francesco Geraci, l’imprenditore nisseno che ha realizzato il porto turistico di Licata. A rappresentare l’associazione sarà l’avvocato Lillo Fumo del Foro di Agrigento.

Ammessa anche la costituzione di parte civile del Comune di Licata, che ha affidato all’avvocato Salvatore Pennica del Foro di Agrigento l’incarico di tutelare gli interessi dell’Ente.
Il processo è stato rinviato al 23 aprile per consentire alla difesa l’esame dei nuovi atti di indagine depositati dai Pubblici Ministeri Simona Faga e Alessandra Russo.
Al dirigente Ortega e a Geraci la procura contesta il reato di abuso d’ufficio per avere il primo, con plurime condotte e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, emanato una serie di atti illegittimi al fine di favorire indebitamente il Geraci, rappresentante legale della società Iniziative Immobiliari, che nel 2006 ottenne la concessione demaniale marittima per la realizzazione del “Marina Cala del Sole”.
Ortega, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe intenzionalmente procurato all’imprenditore un ingiusto vantaggio patrimoniale consistente nell’indebito risparmio, in assenza dei presupposti oggettivi e soggettivi previsti dal Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, rappresentato dall’esonero dal versamento degli oneri concessori per un totale di circa 7,2 milioni di euro, con conseguente pari danno per il Comune di Licata. Al solo Ortega vengono inoltre contestati i reati di falsità materiale e ideologica commesse in atti pubblici per avere falsamente attestato la sussistenza dei presupposti giustificativi dell’esonero, con l’aggravante di aver commesso il fatto per eseguire e occultare l’abuso.
L’inchiesta – come sottolineato dal Procuratore della Repubblica Luigi Patronaggio nel corso di una conferenza stampa – prende le mosse da un voluminoso dossier dell’associazione A testa alta, che aveva denunciato tutta una serie di illeciti, e si muove su diversi filoni d’indagine, tra cui quello che ha portato al sequestro preventivo, per occupazione demaniale abusiva, del “Marina di Cala del Sole” e che vede coinvolti, oltre al dirigente Vincenzo Ortega e al costruttore Geraci, altri venti indagati, tra cui il dirigente del Dipartimento servizi finanziari, Andrea Occhipinti, e la responsabile dello Sportello unico per le attività produttive, Giuseppa Maria Pia Amato.
Dall’articolata indagine, supportata da numerose intercettazioni, sarebbe emerso, tra l’altro, un «rapporto confidenziale del tutto anomalo e improprio tra il costruttore Geraci e il dirigente Ortega che, al telefono, lo istruiva su come aggirare le norme», come riferito in conferenza stampa.