Pino Galanti: "Legalità e trasparenza sono due punti fermi per ripartire. Il mio avversario non dimostra l'ostentata trasparenza"

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@Paolo Picone

LICATA. Si inasprisce il conflitto tra i due candidati a sindaco che si sfideranno al ballottaggio per la poltrona di sindaco di Licata. Tra Angelo Cambiano e Pino Galanti si assiste ad una partita di “boxe” su un ring, quello della politica che si sta infiammando. L’ultimo scontro si è consumato sul terreno della legalità. Pino Galanti ricorda ai licatesi che il suo avversario è stato l’unico, tra i 7 candidati del primo turno a non aver aderito all’iniziativa dell’associazione “A testa alta – Riparte il futuro” che imponeva di presentare la dichiarazione dei redditi, l’essere liberi da conflitti di interesse o carichi pendenti. “E in ultima battuta – spiega il candidato Galanti riferendosi a Cambiano – perché seguendo questi criteri, lui che dice che ci tiene alla trasparenza, alla fine lo è stato meno degli altri? Basta fare il santarellino a spese dei cittadini”.

Poi Pino Galanti lancia il suo ultimo appello agli elettori:

“Ho deciso di candidarmi alla carica di sindaco della nostra amata Licata dando per scontato che la legalità e la trasparenza dovessero essere non delle semplici intenzioni ma i punti fermi dai quali ripartire. Le recenti esperienze amministrative ci hanno portato alla ribalta nazionale per casi di cronaca giudiziaria riguardanti il primo cittadino, creando una pubblicità negativa che mi impegnerò sin dal primo giorno di amministrazione a smentire. Per questo invito i miei concittadini a non sottovalutare questo aspetto quando andranno alle urne, il mio avversario Cambiano è stato l’unico candidato a non aderire alla campagna promossa dalle associazioni a Testa Alta, Libera e Abele, denominata Riparte il Futuro. Io l’ho fatto molto volentieri, inserendo il mio curriculum, la mia situazione reddituale e patrimoniale, indicando eventuali conflitti di interesse e dichiarando di non avere alcun procedimento giudiziario in corso. È un errore pensare che si tratti solo di una questione formale, a mio avviso è centrale e sostanziale rispetto a ciò che ci si propone di fare per lo sviluppo del paese, se ci fosse stata garanzia di legalità nelle precedenti amministrazioni Licata oggi non si troverebbe in questo stato di abbandono. Non aderendo Cambiano evidenzia la mancanza di qualcuno di questi requisiti, forse a causa del possibile conflitto di interessi che lo vede molto vicino all’azienda che gestisce gli spazi pubblicitari comunali assegnati durante l’amministrazione Balsamo. Inoltre ho anche sottoscritto il programma Trasparenza a Costo zero, perché credo che i cittadini debbano sempre essere a conoscenza di tutti gli atti e le spese che impegnano le risorse comunali. Dopo l’esperienza del commissariamento e delle elezioni anticipate non possiamo permetterci più di giocare con il futuro dei nostri figli e rischiare che possa accadere nuovamente. Una riflessione sui motivi che hanno portato il Cambiano a non aderire a delle iniziative così lodevoli è d’obbligo e spero che i licatesi capiscano che non si può più dare fiducia a chi da subito dimostra di sottrarsi all’applicazione di quei principi che possono garantire, oltre che la continuità amministrativa, una più partecipata gestione del nostro ente. Vorrei fare mie le parole di A Testa Alta ed invitare la cittadinanza ad andare a votare libera da condizionamenti, minacce, ricatti e paure di ritorsioni, non si può eleggere chi nasconde alla città le proprie intenzioni e non garantisce la certezza della legalità”.