Licata: così non va! L’analisi post Alcamo

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Con due punti di distacco dalla vetta, adesso diventati quattro, contava soltanto il risultato. Ai tre fischi conclusivi della gara di Alcamo, è arrivato soltanto l’ennesimo boccone duro da mandare giù che lascia l’amaro in bocca ad un ambiente che non sta nascondendo il malcontento per la gestione di un Licata competitivo (sulla carta) ma che non rende per quanto dovuto. Anche ad Alcamo gioco se ne è visto poco, pochissimo. Il nuovo acquisto argentino, Almerares, senza rifornimenti e geometrie a supporto, si è ritrovato spesso a girovagare a zonzo nel fango del Catella, non lasciando traccia di quanto si è detto su di lui alla vigilia. Rimandato alla prossima buona occasione. Trame di gioco assenti, palla lanciata in avanti alla meno peggio, ma un vantaggio preziosissimo arrivato nella prima frazione grazie al bravo Tumbarello. Minuto dopo minuto, pallone spazzato dopo pallone spazzato, il Licata stava compiendo davvero un’impresa ma ad oltre mezz’ora dalla fine l’assetto della squadra è stata trasformato in una sorta di muraglia di difesa. Fuori gli attaccanti e dentro difensori e centrocampisti, un invito a nozze per l’Alcamo che senza strafare ha trovato di fronte i corridoi lasciati da una formazione resa passiva da un assetto giocoforza rinunciatario. E anche se il gol del pari non è stato meritato per quanto visto in campo, il Dio pallone spesso e volentieri in queste situazioni ti castiga. Un’azione viziata da un iniziale evidentissimo fuorigioco del difensore alcamese Calaiò, una palla ributtata avanti e il tiro da cecchino di Stassi. Un epilogo che nel calcio ci sta tutto, specie se difendi ed oltranza, con la rete che mentre si gonfia porta sotto i tacchi il morale nell’ambiente gialloblù che ha vissuto il tutto come una sconfitta. La scossa non è arrivata, anzi è giunta un’altra sgradita doccia fredda. Marsala e Dattilo viaggiano col vento in poppa, il Licata arranca nella secca ed i tifosi invocano un vento di novità che riporti ordine e faccia riprendere la marcia alla squadra del cuore.