«In c…alla mafia», censurato lo striscione dei giovani scout

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Era stato realizzato dai ragazzi della sezione di Palermo per l’anniversario di via D’Amelio ma il responsabile nazionale l’ha definito provocatorio. Insorge Ignazio Cutrò, testimone di giustizia: «Vergognoso che non si possano urlare insulti a Cosa nostra».

PALERMO – Quello striscione non va bene, perciò viene « censurato». È accaduto stamattina, mercoledì, ad una delle manifestazioni che si sono tenute a Palermo per le commemorazioni del venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio, dove perse la vita Paolo Borsellino e gli uomini della scorta. Lo striscione lungo diversi metri con su scritto un esplicito «In culo alla mafia» – magari in linea con quel «La mafia è una montagna di merda», copyright di Peppino Impastato – era stato composto dai ragazzi della sezione scout di Palermo «Clan Arcobaleno», molti dei quali hanno poco meno di dieci anni. Dopo le foto di rito però, i giovanissimi palermitani accompagnati dal testimone di giustizia Ignazio Cutrò, non hanno potuto mostrare alla sfilata lo striscione in quanto il responsabile regionale Agesci (associazione scout) Vincenzo Semprevivo ha giudicato troppo provocatoria la scritta sul lenzuolo bianco sbandierato all’inizio della sfilata. Così ha imposto ai giovani di metterlo via.

Del malumore dei giovani scout – che non l’hanno presa bene – si è fatto portavoce il presidente dell’associazione nazionale testimoni di giustizia, Ignazio Cutrò: «È stato bruttissimo vedere lo sconforto negli occhi di questi ragazzi – ha dichiarato –, a me personalmente ha fatto molto male. Non credo che questo striscione possa far male ai bambini di dieci anni. Penso che urlare “in culo alla mafia” è un motivo di orgoglio per i siciliani. Oggi ho capito che non è cambiato nulla in Sicilia. Addirittura i ragazzi non volevano più partecipare al corteo dopo la censura. Ho dovuto insistere per non farli andar via. Tutto questo è vergognoso – continua Cutrò – non dobbiamo avere paura di urlare insulti alla mafia, la Sicilia onesta non deve avere paura. I ragazzi da tempo aspettavano questo momento e sono rimasti delusi dal comportamento dal referente degli scout». Anche senza striscione però i giovani del “Clan Arcobaleno” hanno cominciato a sfilare, partecipando alla commemorazione.