Il futuro del Cupa di Agrigento si discute al Viminale con il ministro Alfano

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@Paolo Picone

Agrigento, ore 14:23 – Il futuro dell’Università agrigentina “si discute” al Viminale. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha presieduto una riunione su ulteriori ipotesi di sviluppo e qualificazione del Polo Universitario. All’incontro, hanno partecipato i sottosegretari dell’Interno, Domenico Manzione, e all’Istruzione Università e Ricerca, Angela D’Onghia, il capo di Gabinetto, Luciana Lamorgese, il capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, Mario Morcone, il segretario generale del ministero degli Affari Esteri, Michele Valensise, i direttori generali del ministero della Salute, Ranieri Guerra e Rossana Ugenti, il cardinale di Agrigento, Francesco Montenegro, il rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla, il presidente del Cupa, Maria Immordino e il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede. “La riunione – si legge in una nota – è stata finalizzata alla realizzazione di iniziative culturali e attività formative che possano concretizzare, in seno al Polo Universitario di Agrigento, la nascita di un Centro di eccellenza quale punto di riferimento per la formazione in ambiti scientifici connessi alle tematiche dell’immigrazione”. All’incontro ha partecipato, come detto anche il rettore Lagalla, che 24 ore prima aveva paventato la chiusura del Polo agrigentino e l’impossibilità di avviare le immatricolazioni per il prossimo anno accademico se non arriveranno le coperture finanziarie. E su questa “uscita” pubblica di Lagalla intervengono con una nota i sindacalisti della Cgil Massimo Raso (segretario generale) e Matteo Lo Raso, rappresentante sindacale al Cupa. “Chiediamo – scrivono – che si faccia chiarezza definitivamente sul rapporto Università di Palermo e Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento. Dopo dichiarazioni così dirompenti appare assordante il silenzio della professoressa Immordino e di tutto il Cda del Cupa. Altrettanta chiarezza speriamo si faccia sugli annunci: quelli del Ministro Alfano circa la progettazione di un Polo di Eccellenza sull’immigrazione, argomento che sta a cuore anche al Cardinale Montenegro, tra i più convinti sostenitori della salvezza del Cupa; quelli dell’On. Moscatt e dall’ordine del giorno approvato alla Camera dei deputati. Quelli dell’assessore all’Istruzione Mariella Lo Bello: ci auguriamo che la convocazione a Palermo (prevista per oggi) dei Rettori Siciliani con i Presidenti dei Consorzi Universitari, possa darci qualche buona notizia”. Il nodo della questione è legato alla promessa che la Regione ha fatto di un finanziamento ad hoc per il mantenimento del Polo. Ma ad oggi non c’è nulla di concreto visto che la finanziaria regionale è in alto mare. “Non abbiamo ancora le carte in mano – dice il deputato dei Cinque stelle, Matteo Mangiacavallo – attualmente conosciamo le intenzioni manifestate pubblicamente da Crocetta e dall’assessore Lo Bello, ma la manovra economica ancora non la conosciamo e non siamo in grado di dire se è inserito il capitolo sul Cupa”. Intanto si fa sentire la voce degli studenti. Vincenzo Spoto, studente di giurisprudenza sostiene che la “La Regione deve farsi carico di questa indispensabile realtà territoriale che rischia di scomparire e le forze politiche tutte devono unirsi a noi in questa battaglia. Solo la Regione può salvarci: chiediamo un finanziamento triennale che deve essere capitolato nella finanziaria regionale. Solo così può partire l’offerta formativa 2015-2016 ,se arrivano questi soldi, come promesso da Crocetta e dall’assessore Lo Bello siamo salvi e poi ci rimboccheremo le maniche e lavoreremo per rilanciare il Cupa”. Gli studenti hanno organizzato un’assemblea pubblica per il 10 aprile.