Foce del Salso: batteri fecali più alti della norma. “A testa alta” alza il tiro

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@Paolo Picone

Licata, ore 11:30 – Le indagini sugli sversamenti di acque nere nel fiume Salso e in mare verificatisi nel mese di aprile 2014, avviate dalla Procura della Repubblica di Agrigento a seguito dell’informativa di reato trasmessa dalla Guardia Costiera di Licata e della denuncia, con richiesta di sequestro, presentata dall’associazione A testa alta, si arricchiscono di un nuovo capitolo; e l’affondo arriva dall’associazione licatese, che nei giorni scorsi ha presentato una corposa memoria al magistrato titolare del fascicolo, corredata da una relazione sulle analisi eseguite dall’equipe tecnica di Legambiente, proprio nei pressi dello sbocco del depuratore comunale, gestito da Girgenti Acque Spa. Che il grado di contaminazione batterica rilevato l’estate scorsa alla foce del Salso fosse risultato “fortemente inquinato”, era già noto. Legambiente, ogni anno, pubblica i risultati del monitoraggio di Goletta Verde, indicando – per ciascun punto di campionamento – i giudizi di qualità dell’acqua (“nei limiti”, “inquinata” o “fortemente inquinata”). Ma che i valori di Escherichia Coli, indicatore di contaminazione da refluo fognario, superassero di oltre 25 volte i limiti previsti dalla legge, no; e neppure che i valori degli Enterococchi intestinali fossero ben al di sopra di quelli consentiti dalla normativa vigente. È stata l’associazione “A testa alta” – con la propria sezione impegnata nella tutela dell’ambiente intitolata all’architetto “Franco Galia” – a volerci vedere chiaro, chiedendo nei mesi scorsi alla Direzione Nazionale di Legambiente dati e approfondimenti sul prelievo eseguito l’8 luglio 2014 in corrispondenza dello sbocco del depuratore comunale. Dalla relazione, contenente anche dettagliate informazioni su campionamenti, parametri indagati, analisi microbiologiche eseguite e la documentazione fotografica sul punto del prelievo, emerge una situazione di gravissimo inquinamento della foce del Salso, sia per il parametro Escherichia Coli che per gli Enterococchi intestinali. I limiti microbiologici di questi batteri sono di 500 Unità Formante Colonia/100 millilitri per l’Escherichia Coli e di 200 Unità Formante Colonia/100 millilitri per l’Enterococco intestinale. Ebbene, i prelievi effettuati da Goletta Verde hanno rilevato valori di 13.036 UFC/100ml per l’Escherichia Coli e di 1.663 UFC/100 ml per l’Enterococco. Per la biologa Claudia Adamo, volontaria di “A testa alta”, tali risultati sono «a dir poco sconcertanti, dal momento che i parametri presi in considerazione dalla squadra di tecnici di Goletta Verde sono proprio quelli previsti dal D.Lgs. n. 116/2008 per i controlli sulla balneazione e raggiungono valori di gran lunga superiori a quelli massimi accettabili». La presenza di Escherichia Coli e di Enteroccocchi – aggiunge la biologa Adamo – «è peraltro legata all’esistenza di scarichi diretti di fognature non depurate e comunque di scarichi mal depurati o mal disinfettati; ciò deve indurre tutti a un’attenta riflessione, tenuto conto del punto in cui sono stati effettuati i prelievi. In particolare, gli enti competenti dovranno adottare al più presto provvedimenti volti a scongiurare ulteriori inquinamenti nonché altri rischi per l’habitat della foce e la salute dei cittadini. Se pensiamo che in corrispondenza della foce del Salso, si continua a pescare, come abbiamo più volte documentato, i rischi per salute umana sono potenzialmente molto seri». Se è vero che le analisi effettuate da Goletta Verde, con il suo laboratorio mobile, non sostituiscono quelle degli Enti ufficiali, è altrettanto vero che esse rappresentano uno spunto interessante per ulteriori accertamenti, per capire dove risiedono le principali criticità e adottare le conseguenti azioni. Ed è proprio questo l’input che arriva dall’associazione A testa alta alla Procura della Repubblica di Agrigento. «I diversi procedimenti penali in corso riguardanti gli sversamenti di acque nere nel Salso, che hanno preso le mosse dall’informativa della Guardia Costiera e dall’esposto presentato dalla nostra associazione, andrebbero – a nostro avviso – riuniti in uno unico per consentire di ricostruire con maggiore chiarezza e completezza il quadro probatorio; le indagini andrebbero estese anche al funzionamento negli ultimi anni dell’impianto di depurazione posto al servizio della cittadinanza comunale, per accertarne la conformità ai requisiti di legge, individuando le eventuali specifiche responsabilità e le azioni da adottare», così dichiara Antonino Catania, presidente di A testa alta, il quale ricorda che «nel 1989, venne rilasciata al Comune un’autorizzazione regionale allo scarico da effettuarsi tramite condotta sottomarina; condotta, questa, che ad oggi non è stata realizzata. E tuttora il depuratore scarica i reflui direttamente nella foce del Salso, in violazione della Legge regionale n. 27 del 1986 e, anzi, in presenza di espressi dinieghi da parte dell’Agenzia Regionale Rifiuti e Acque e dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità». Nonostante tutto, aggiunge Antonino Catania, «il Comune di Licata, consapevole della mancata osservanza delle prescrizioni impostegli, attestò nel 2003 che gli impianti tecnologici comunali erano addirittura idonei al trattamento dei reflui provenienti dai nuovi insediamenti del Porto Turistico, in favore del quale nel 2011 rilasciò anche l’autorizzazione a effettuare gli scarichi». L’associazione A testa alta alza dunque il tiro e invita i cittadini a mobilitarsi per il rispetto della legalità e per la tutela della salute: «Non consentiremo agli enti competenti e ai burocrati di qualsiasi livello – conclude Catania – inerzie, mancate assunzioni di responsabilità e neppure di giocare allo scaricabarile facendo poi pagare il conto ai cittadini e alle future generazioni. Se necessario, siamo pronti a tornare nella zona della foce per riprenderci quanto ci appartiene. Inviteremo i cittadini, il WWF, Legambiente e i comitati impegnati nelle diverse lotte territoriali a unirsi a noi. La foce del Salso deve tornare a rappresentare un importante punto di riferimento per diverse specie di uccelli e a ospitare, come avvenne fino alla metà degli anni 2000, file di scolaresche con le loro maestre».