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Incendio ex Ortopiù: Racket scatenato, la gente ha paura. Dove sono le istituzioni?

Licata, ore 11:29 I danni sono davvero ingenti. Si parla di mezzo milione di euro. Un tir ed un capannone distrutti dalle fiamme e tanta plastica andata a fuoco. Ecco come si è presentata questa mattina la desolante scena dell’incendio che nella notte è stato spento dai vigili del fuoco di Licata sulla statale 115. Ad essere preso di mira il capannone dell’ex Ortopiù che si occupa di imballaggio di frutta. Non ci sono dubbi sulla matrice del rogo che è di evidente matrice dolosa. Una escalation criminale che sta iniziando a preoccupare i cittadini e che sta facendo tornare la città di Licata nel più buio dei suoi incubi: appunto gli incendi ed il racket delle estorsioni. Ieri mattina era stata incendiata la saracinesca del negozio di abbigliamento di Francesco Rendani nel centralissimo corso Vittorio Emanuele, adiacente alla chiesa Madre. Adesso la gente ha paura. Le forze dell’ordine, carabinieri e polizia, stanno indagando ma non è sufficiente, perché spesso questo tipo di reati rimangono senza autori. E’ necessaria una presenza maggiore delle forze di polizia sulle strade di Licata. Soprattutto di notte e non è possibile che ci sia una sola volante in servizio. La città di Licata ha una estensione ampia e la compagnia carabinieri abbraccia altri 5 Comuni. Per cui spesso ci si ritrova con una sola gazzella che deve garantire il pronto intervento. Anche la polizia ha problemi di organico e mezzi. A questo punto è necessario che l’amministrazione pubblica torni a sollecitare il Prefetto di Agrigento, Francesca Ferrandino per chieder una maggiore dotazione di mezzi alle forze di polizia ed un rafforzamento dell’organico sia nei carabinieri che nella polizia. Anche perché adesso il racket ha alzato il tiro. In tempo di crisi in città c’è chi continua a chiedere il pizzo e chi continua a pagarlo. L’antiracket è pressocchè inesistente. Non si fa sentire nemmeno in simili circostanze. Forse più tardi si vedrà un comunicato stampa per solidarizzare con le vittime. Ma non basta. Serve una maggiore coscienza di legalità in una città dove i presidi di legalità scarseggiano.

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domenica 26 febbraio 2012 02:16
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