Come sarà il 2019 per il circuito del gioco online in Italia

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Per il settore del gioco online il 2019 è iniziato all’insegna di importanti novità e innovazioni, a cui fanno da contraltare i dati relativi al secondo semestre del 2018, che si è chiuso con una forte impennata in termini di spesa e di fatturato, come era già stato ampiamente preannunciato dai dati parziali dello stesso periodo. Particolarmente rilevanti sono stati i dati che indicano come gli skill games, il poker cash e il poker a torneo sia decollato, dopo un finale 2018 non sempre all’altezza in ottica di previsioni di bilancio. Il 2019 si apre quindi con una spesa complessiva che ha raggiunto quota 72 milioni di euro per il mercato italiano, indicando quindi un +2% su quella che potrebbe essere la tendenza del primo semestre e del bilancio operativo. Un anno di transizione si era detto sul finire del 2018, dove sicuramente giocherà un ruolo determinante, se non fondamentale, il sempre più probabile divieto della pubblicità per il gioco d’azzardo, promossa dal Governo Conte attraverso l’attuazione del Decreto Dignità. Decreto che sarebbe dovuto diventare operativo già lo scorso 1 gennaio 2019, se non fosse che nella Legge di bilancio 2019 è stata posta una proroga in atto fino al prossimo 14 luglio 2019. La cosa che però potrebbe fare saltare il banco non riguarda tanto il settore del gioco online e dei casino online autorizzati quanto il circuito delle scommesse sportive, a cui sono collegate sempre più realtà che orbitano nel calcio professionistico di serie A e di B. Questo vuole dire per una società come la Lazio, perdere il suo attuale main sponsor, che è quello di un’azienda che opera nel circuito internazionale del betting digitale. Un danno di immagine non indifferente che ha già sollevato diverse critiche e trovato alcune perplessità perfino all’interno della sede della Lega Calcio.

Il circuito del gioco online, nonostante negli anni abbia costituito una nicchia sicura e un’industria basata sul terziario avanzato in netta crescita, riguarda una porzione di mercato molto più risicata, se paragonata alle scommesse sportive o ancora di più alle varie lotterie. Pur con un margine di crescita significativa per i dati del 2016-2018, il gioco online rappresenta ad oggi il 10,4% dell’indotto prodotto dal gioco d’azzardo. Un volume di affari che ormai ha superato i 100 miliardi di euro, come spesa complessiva. Cifra che secondo il Gruppo Gedi, il quale ha realizzato uno studio approfondito sul tema del gioco non considera il dato che riguarda le vincite, che vanno scorporate da questa spesa totale, approssimativamente vicina al 70% delle giocate effettuate. Un mercato sempre più in mutamento, che è riuscito a controllare e gestire al meglio il discorso legato all’innovazione, in un momento così complesso come il 2018 che si è appena concluso. Un giro d’affari che se dovesse concludersi, avrebbe effetti importanti anche per le casse dell’Erario, le quali percepiscono oltre il 22% di tasse, dal traffico dei casinò, delle scommesse sportive e di tutti i giochi online legali presenti nel nostro Paese. Difficile però fare previsioni di sorta, visto che i dati elaborati da qui al 2022 dicono di come il gioco online si sposterà sempre più verso il segmento rappresentato dalle app per smartphone e tablet, proponendo una versione in stile snapchat delle varie attrattive dei casinò digitali.