Canicattì: non ce la date a bere!! Girgenti Acque ed il pozzo dei misteri

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Abbiamo trattato l’argomento di Contrada Gulfi diverse volte, richiedendo una serie di chiarimenti a proposito del tiraggio di acqua  che si stava effettuando presso il pozzo che vi insiste, ma anche presso altri cinque pozzi quello di Capo d’acqua, di Savuco, di via vitt. Emanuele e via D’acquisto.  Sembra che siano state date le autorizzazioni per verificare la funzionalità di queste fonti, la qualità delle acque che in esse insistono per eventualmente dopo le opportune analisi ed autorizzazioni, autorizzare il tiraggio e l’immissione nella rete idrica cittadina  canicattinese a fronte di un non specificato risparmio di cui avrebbero usufruito i cittadini canicattinesi.

Della quantificazione e delle modalità del risparmio in bolletta dei cittadini  non ci è dato sapere altro. Sembra che ad oggi non vi siano ne cifre, né percentuali che possono farci sperare in una bolletta meno onerosa a seguito della estrazione di acqua dai pozzi che insistono sul nostro territorio, quindi acqua di proprietà del comune. Detto questo, ci è sembrato logico che prima che una azienda realizzi ( citiamo i loro scritti) “la manutenzione, le verifiche di portata, la pulizia della camicia di ogni singolo pozzo e quanto occorre  per verificare le caratteristiche chimico – fisiche dell’acqua emunta al fine di un futuro utilizzo come acqua potabile”, fosse logico stabilire , qualora tutte queste caratteristiche richieste e riscontrate fossero presenti, in quali termini percentuale si potesse avere un risparmio sulla eventuale erogazione a netto dell’acqua estratta dai pozzi.

Questo punto  ci sembra non sia stato stabilito e ci pare poco logico che una azienda investa uomini , denaro e mezzi  per poi mettersi d’accordo sulla eventuale trattativa.  A nostro modesto parere , logica vuole che in un tavolo di trattative, portato a conoscenza dell’ intera città, si stabilisse prima di muovere una sola pietra, i benefici economici di cui avrebbero usufruito i cittadini, qualora i pozzi fossero stati in grado di erogare l’acqua in oggetto. Stabilito quello,cioè i costi da affrontare e gli eventuali ricavi che avrebbe comportato l’operazione,  pare logico che da lì in poi un’ azienda inizi ad impiegare uomini e mezzi ed investire sul territorio.

Questo è il primo punto sul quale vorremmo soffermarci, sempre con il beneficio che possa essere spiegato nei dettagli alla cittadinanza. Ci è stato detto che al momento si stavano operando solo operazioni test per avere riscontri positivi sia sulla tenuta dei pozzi  che sull’eventuale utilizzo dell’acqua all’interno della rete di distribuzione.  Questi test sono partiti diversi mesi fa con l’allestimento di cantieri e pompe.

Sulle segnalazioni di diversi cittadini, abbiamo chiesto se l’acqua che si stesse tirando fosse immessa nella rete idrica. Ci è stato risposto “ assolutamente no” perché i test servono solamente a verificare la potabilità dell’acqua e la tenuta dei pozzi. Le pompe però in tutto questo tempo hanno continuato a tirare acqua e ci è sembrato strano  che per effettuare i test di cui sopra si dovesse tirare acqua per tutto questo tempo e in queste quantità che potrete vedere nel filmato che segue.

Abbiamo fatto riferimento anche a fonti tecniche  autorevoli, che dicono che “la prova a portata costante” ha una durata al massimo poco più di un paio di giorni mentre “la prova di risalita” per un periodo massimo di 24 ore.  Abbiamo fatto notare con diversi articoli che l’acqua dal pozzo di contrada Gulfi, ma abbiamo motivo di pensare anche nelle altre cinque ubicazioni,  sembrava essere un  quantitativo abnorme in considerazione del fatto che si trattasse di una mera verifica.

Ci è stato risposto che le nostre osservazioni  non  trovavano fondamento  e che dal pozzo in contrada Gulfi non si tirava acqua da diverso tempo  e quella poca quantità che si era estratta era comunque stata dirottata negli scarichi fognari. In verità noi avevamo visto le pompe in azione 24 ore su 24,dal lontano giugno 2017  data in cui in cantiere si era insediato.

Ad ottobre avevamo documentato che a seguito della rottura di una manichetta, era uscita una quantità d’acqua  copiosa, avevamo chiesto se e perché si continuasse a tirare acqua…e  fino a quando ciò sarebbe durato e  ci è stato risposto che in contrada Gulfi e quindi anche presso gli altri presidi, l’acqua non veniva affatto tirata. Siamo ritornati sulla stessa domanda a novembre cioè qualche giorno fà, ma la risposta continuana a essere la stessa.

Così abbiamo pensato bene, al fine e con la speranza di smentire noi stessi, di andare a fare un sopraluogo ( in più giorni) presso il cantiere di Contrada Gulfi, che sulla carta risulta essere stato dismesso l’otto di agosto del 2017 , lasciato abbandonato e aperto alla mercè di chiunque, compresi i bambini, con pozzi aperti e disponibili alla loro curiosità ma con pompe assolutamente funzionanti e attive e con un contatore che gira come il contagiri della yamaha di Valentino Rossi. A questo punto questo racconto finisce qui e continua nel video che abbiamo realizzato. Le immagini che vedrete siamo sicuri susciteranno interrogativi anche in voi. La finalità di questo reportage non è muovere accuse o emanare sentenze, ma creare interrogativi legittimi, a cui la popolazione ha diritto che vengano date delle risposte. Aggiungiamo, che vogliamo fermamente credere alla buona fede dei nostri interlocutori e ci piace pensare che a tutto questo ci possa essere una spiegazione plausibile, accettabile,logica,  che vada nella direzione auspicata, cioè l’interesse dei cittadini canicattinesi.  Una raccomandazione: guardate il video per intero, fino alla fine,  per potere fare insorgere in voi gli stessi interrogativi che ci siamo fatti noi. Buona visione.

Cesare Sciabarrà