Agrigento 2020: Alessi frena, tra poche ore scioglie la riserva

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@Paolo Picone

Agrigento, ore 10:57 – Silvio Alessi “frena”. Si ferma, ci vuole pensare. Si è preso 24 ore di tempo e stamattina scioglierà la riserva. Usando un termine calcistico, a lui tanto caro, è stato pescato in “offside”, ma lui era al limite. E’ stato l’arbitro a sbagliare e l’assistente ad indicare che l’imprenditore era in fuori gioco. E così, al termine di una riunione fiume con tutti gli alleati, dopo le polemiche che hanno “demolito” l’uomo Silvio Alessi, prima di tutto imprenditore e non politico, è arrivata la decisione di “prendere tempo”. Il vincitore delle primarie della coalizione Agrigento 2020, proposto al tavolo delle trattative da Michele Cimino e sostenuto da tutti gli altri tranne che dal Pd che aveva il suo candidato in Epifanio Bellini, potrebbe decidere di far saltare tutto. “Ringrazio i rappresentanti della coalizione – ha affermato – ma, viste le recenti dichiarazioni apparse sulla stampa e il clima avvelenato creatosi anche a livello nazionale, ma anche le problematiche rappresentate, prima di prendere qualsiasi decisione ritengono necessario riflettere alcune ore per sciogliere definitivamente la riserva”. Al vertice hanno partecipato lo stesso Silvio Alessi, gli esponenti del Pd Angelo Capodicasa, Maria Iacono, Giovanni Panepinto, Nelli Scilabra, il presidente del Pd regionale, Marco Zambuto, e il segretario provinciale, Giuseppe Zambito; per il megafono il vicepresidente della Regione Sicilia, Mariella Lo Bello e Maria Grazia Brandara; per il Pdr il segretario regionale Michele Cimino, il coordinatore provinciale, Paolo Ferrara; per il Patto per il Territorio, Piero Macedonio. I rappresentanti del Partito democratico hanno evidenziato le criticità emerse nei giorni scorsi sottolineando che “Alessi è un uomo perbene e un serio imprenditore che grazie al suo impegno professionale e nel mondo dello sport riesce ad incarnare i valori della coalizione. Un uomo premiato dagli elettori che in massa si sono recati ai gazebo e che può rappresentare la svolta per una città che merita un’amministrazione capace di rilanciare il territorio”. Ma. I ma sono le polemiche scaturite a seguito di dichiarazioni sulla presenza della mafia “che Alessi non ha mai fatto – sottolinea Piero Macedonio” e sulla presunta appartenenza a Forza Italia (smentita dallo stesso candidato che ha dichiarato di non aver avuto tessere di partito e di essere semplicemente un imprenditore che si vuole spendere per la città). Tutto questo, con il richiamo nazionale e le risatine sottobanco che stanno mettendo alla gogna mediatica nazionale la città di Agrigento, sta spingendo Alessi a farsi da parte. “Silvio è provato da tutto questo sporco gioco di Palazzo – dice Piero Macedonio. Si perché siamo pienamente convinti che dietro a tutto ciò ci sia una regia occulta che non vuole il cambiamento di questa città. Io ci avevo creduto ma mi rendo conto che davvero questa città non vuole e non può cambiare. Diamo spazio solo al candidato del Palazzo, noi siamo pronti a farci da parte ed almeno io – conclude – sono pronto a ritirarmi dalla politica dopo questa pesante sconfitta del concetto di legalità e democrazia. Io difendo Silvio Alessi, che è un imprenditore e che ha dato davvero tanto slancio alla politica locale in queste settimane. Ma si vede che qualcuno non lo vuole”. Chiediamo a Macedonio se abbia sospetti su quel “Qualcuno” e lui risponde: “Sospetti? No, certezze. Ma non ve lo posso dire”.