Agricoltura, Carmelo Pullara ai parlamentari europei: “Difendiamo il made in Sicily”

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@Paolo Picone

LICATA – Carmelo Pullara, operatore politico licatese che con molta probabilità sarà candidato alle elezioni regionali del 2017, ha scritto una lettera articolata ai parlamentari europei a sostegno del comparto agricolo siciliano e a difesa del made in Sicily.

“Senza mezzi termini e giri di parole e dopo essere intervenuto ripetutamente sulla gravissima condizione in cui versano gli agricoltori licatesi e siciliani – scrive Pullara – chiedo a Bruxelles il blocco alle frontiere dell’ingresso di prodotti esteri peraltro non sicuri per la salute pubblica.

Chiedo il blocco per il pomodoro marocchino, per l’olio tunisino, per gli agrumi e per i carciofi egiziani.

L’agricoltura è la nostra principale fonte di reddito, dobbiamo mirare non alla cura ma all’eliminazione del problema, vogliamo i nostri prodotti sulle nostre tavole e l’ammissione di prodotti esteri solo se non saremo in grado, da soli, di soddisfare il fabbisogno alimentare.

E’ questa la richiesta ufficiale che faccio ai Parlamentari europei, che ritengono di dover aiutare gli altri Paesi europei chiedendo un ulteriore sacrificio al nostro comparto agricolo che non è più in grado di andare avanti.

Tra i tanti atti contro la nostra agricoltura, i Parlamentari votano in merito alla proposta della Commissione che consente l’aumento di 35 mila tonnellate per due anni del contingente di olio di oliva a dazio zero proveniente dalla Tunisia, con un incremento dalle attuali 56.700 tonnellate a 91.700 tonnellate.

Come se i nostri guai già non bastassero! E anziché essere soccorsi, soccorriamo glia altri! Con quali risorse? Con quali mezzi possiamo difenderci da una concorrenza così sleale!

Si continua a parlare dell’opportunità di tracciabilità dell’olio, di clausole di salvaguardia, di modalità di import, ma io non ritengo siano misure risolutive per un comparto asfissiato e già in ginocchio.

Chiedo alla Regione Sicilia che legge la mia lettera per conoscenza che si faccia portavoce seriamente di questa richiesta, perché gli agricoltori licatesi non vogliono cure che allevino i dolori, ma vogliono guarire!

Chiedo, pertanto, un’accelerazione dell’aiuto per i danni alle strutture e ai mezzi causate dalla tromba d’aria dello scorso ottobre a Licata e chiedo all’Europa il divieto all’ingresso dei prodotti esteri nel territorio italiano. Chiedo lo stato di calamità per l’agricoltura siciliana ed un atto finalmente coraggioso e risolutivo. Bisogna essere non dico in condizioni agiate, ma almeno medie per aiutare gli altri, la nostra agricoltura è in crisi profonda, non credo sia in grado ai aiutare nessuno, sarebbe eutanasia.

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA

Ai Parlamentari Europei

E p.c.  al Presidente della Regione Siciliana On. R. Crocetta

All’Assessore all’Agricoltura

All’Assessore al Lavoro

Agli Onorevoli Capigruppo parlamentari

Agli Onorevoli Deputati Regionali

 

Gentile EURODEPUTATA,

Egregio EURODEPUTATO,

 

Scrivo da cittadino licatese (provincia di Agrigento) per chiedere con fermezza la tutela del comparto agricolo del mio territorio e di quello siciliano e italiano in generale, che a causa delle recenti scelte operate dall’Europa e dei recenti protocolli d’intesa siglati si trova in ginocchio.

Un settore già in sofferenza per la grave crisi che ha colpito tutti i settori economici ma che oggi risente dell’ingresso di prodotti agricoli esteri che concorrono slealmente con i nostri.

Si aggiunga l’aggravante che il cibo che entra dalle nostre frontiere non è sicuro e il cittadino non saprà mai con quali sostanze chimiche è stato trattato. A quali protocolli sanitari vengono sottoposti? A quali controlli?

Chi ha sottoscritto l’accordo con il Marocco e quello con la Tunisia forse non sa ancora che molti produttori hanno deciso di non raccogliere nemmeno il pomodoro, perché non ne vale la pena atteso che il prezzo è crollato e i più fortunati ricavano 40 centesimi al chilo, circa la metà rispetto allo scorso anno, per altri il ricavo è di 20 centesimi.

Chi ha sottoscritto gli accordi per consentire l’accesso in Italia dei prodotti esteri forse non sapeva che per fare 1000 metri quadrati di pomodoro ciliegino, un produttore che lavora rispettando le regole, per un ciclo produttivo, spende in media 9 euro a metro quadrato.

Lo scorso anno quello stesso produttore è riuscito a incassare in media 4 euro a metro quadrato e quest’anno, secondo le previsioni, andrà peggio. Solo in provincia di Ragusa, secondo i dati forniti dal Presidente provinciale di Confagricoltura, nell’ultimo anno hanno chiuso 500 piccole e medie imprese.

Secondo quanto afferma il Presidente regionale di Altragricoltura, negli ultimi tre anni hanno cessato l’attività circa l’80% delle aziende, delle quali il 60% sono uscite completamente dal circuito mentre il 20% rischia di scomparire nei prossimi mesi se non si prenderanno provvedimenti adeguati.

Per ciò che riguarda l’accordo proposto relativo all’olio, da sottoscrivere con la Tunisia, condivido appieno lo spirito di solidarietà per il quale è stato pensato, sono però convinto che ciò costituirà il colpo di grazia per l’economia del comparto agricolo italiano ed in particolare della Sicilia.

Lo stesso ex Ministro italiano e oggi eurodeputato Paolo De Castro, al quale direttamente mi rivolgo per farsi portavoce di questa emergenza sociale, economica e non di meno sanitaria, mette in guardia da altri pericoli: «Dichiarare che questa misura non avrà alcun impatto negativo sui produttori europei non é condivisibile visto che, fino ad ora, non siamo a conoscenza di studi approfonditi su questo aspetto».

Secondo quanto dichiarato da De Castro il rischio reale di questa operazione è anche quello di fornire la possibilità a qualche produttore europeo poco trasparente di modificare nazionalità al prodotto e riesportarlo come olio italiano, spagnolo, greco, ecc.

Dal 1993 al 2012 si sono persi in questo comparto ben 50 mila posti di lavoro, chiuse 200 mila aziende. 

E quando la volontà di supportare un Paese in difficoltà si trasforma in danno per la nostra agricoltura, le parti sociali, tutte, non possono sostenerla.

Vi chiedo il blocco alle frontiere per i prodotti agricoli esteri, senza se e senza ma!

Vi chiedo il divieto all’ingresso dei prodotti esteri nel territorio italiano.

Vi chiedo lo stato di calamità per l’agricoltura siciliana ed un atto finalmente coraggioso e risolutivo, perché bisogna essere non dico in condizioni agiate, ma almeno medie per aiutare gli altri, la nostra agricoltura è in crisi profonda, non siamo in grado di aiutare nessuno, per noi è eutanasia.

Non mi preoccupa il dover competere oggi con la Tunisia e ieri con il Marocco, mi preoccupa l’atteggiamento dell’Europa che pensa di agire in modo solidale presentando il conto al Mezzogiorno d’Italia.

Il comparto agroalimentare siciliano è in crisi! Oggi come mai ha bisogno di aiuti e sostegni!

In ragione di ciò chiedo con forza il rispetto per i nostri sforzi ed il nostro lavoro! Chiedo un’Europa più rispettosa del nostro territorio e dei nostri agricoltori che reggono quasi da soli il peso del fatturato di un’intera Regione, già fortemente anemica e dalle mille problematiche ancora irrisolte.

Ai Deputati regionali che leggono per conoscenza chiedo un’accelerazione dell’aiuto per i danni alle strutture e ai mezzi causate dalla tromba d’aria dello scorso ottobre a Licata.