A19 Palermo-Catania: grazie al M5S in un mese una strada-scorciatoia che le riavvicinerà

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I fondi per il progetto arrivano dai quattordici “grillini” all’Ars che rinunceranno a parte dello stipendio. La trazzera sistemata dai privati sarà trasformata in una strada lunga 1,3 chilometri. Si uscirà a Scillato per poi rientrare a Tremonzelli. La fine dei lavori è prevista per metà luglio

Una trazzera trasformata in bretella per riavvicinare Palermo e Catania. Questa l’iniziativa intrapresa dal Movimento 5 Stelle, che con i soldi a cui rinunciano i quattordici parlamentari all’Ars, ha finanziato un progetto “fai da te” con 300 mila euro. Ci sono le autorizzazioni e gli studi sulla fattibilità. L’infrastruttura, che dovrebbe essere completa a metà luglio, nasce in risposta all’appello del comitato civico di Caltavuturo che cercava finanziatori. “Nessuno sino ad ora – spiega in conferenza stampa il capogruppo all’Ars del M5S, Salvo Siragusa – aveva parlato di tempi di realizzazione e di fondi da stanziare e c’è stata molta confusione. Noi, che non abbiamo padroni a cui dare conto e ragione, stiamo dimostrando che le cose si possono fare. Crocetta avrà altro a cui pensare, magari alla Siracusa-Gela in vista delle elezioni”.

La scorciatoia sarà quella della vecchia regia trazzera “Prestanfuso” che due ditte locali avevano riportato in vita a proprie spese nei giorni successivi al crollo. Ma il fondo stradale, nel giro di un mese, si era ormai danneggiato rendendola quasi impraticabile. La nuova strada lunga 1,3 chilometri e larga 5 metri, che permetterà di ridurre i tempi di percorrenza di 40 minuti, sarà realizzata in calcestruzzo con canali di gronda e guard rail. Chi verrà da Palermo e sarà diretto a Catania, imboccherà l’uscita per Scillato e potrà rientrare a Tremonzelli. Percorso inverso per chi proverrà dal capoluogo etneo.

Conferenza progetto autostrada M5S-2Nel progetto sono previsti anche due impianti semaforici e la cartellonistica che indicherà agli automobilisti il percorso da fare. “Ci saranno meno curve, la strada sarà più larga – continua Siragusa – e basteranno poco più di 20 minuti per attraversarla”. Per il collega deputato Giorgio Ciaccio è stato possibile ridurre i tempi proprio perché c’è stata la volontà di risolvere un problema. “Lo abbiamo dimostrato ancora una volta così come abbiamo fatto – aggiunge durante la conferenza – con il progetto di microcredito che ha permesso l’avvio di 35 nuove attività”.

“Quattordici persone si sono riunite e hanno trovato una risposta. Durante la Finanziaria, invece, hanno parlato per ore per capire a chi dare quei 30 milioni e ci siamo ritrovati a parlare con chi ha un unico interesse: gestire risorse economiche e potere”. A confermare la lentezza della macchina amministrativa regionale anche il sindaco di Caltavuturo, Domenico Giannopolo, in diretta streaming con la sala stampa dell’Ars: “A 75 giorni dal crollo arrivano comunicazioni ufficiali dove vengono indicate le scadenze per la presentazione dei progetti. Ma sappiamo benissimo – conclude il primo cittadino – che dovremo attendere mesi e mesi prima di vedere una ruspa”.

Quella dei Cinque Stelle, però, sarà soltanto una soluzione tampone che renderà più agevole la strada per gli automobilisti (la bretella infatti non potrà essere utilizzata dai mezzi pesanti). “E’ necessario – aggiunto Siragusa – mettere in sicurezza la frana. Altrimenti qualunque cosa si farà verrà giù con le prime piogge”. L’incontro si è concluso con l’annuncio di un altro progetto: “La strada di Caltavuturo – si legge in una nota – non è l’unica operazione messa in campo per cercare di uscire al più presto dall’incubo autostrada monca. Parallelamente al finanziamento della ‘scorciatoia’ i parlamentari nazionali del Movimento hanno lavorato a un progetto di bypass che consegneranno proprio oggi al ministro Graziano Delrio”.