A testa alta: «Altri 117 immobili confiscati alla mafia: occasione di crescita e di riscatto per tutta la comunità»

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Altri 117 immobili, tra terreni e appartamenti, confiscati alla mafia in via definitiva potrebbero essere trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune per finalità istituzionali (ad esempio, per emergenza abitativa, parcheggi, scuole, sede uffici comunali, canili, ecc.) o scopi sociali (aree destinate a verde pubblico, centro per attività sportive, centro per minori, per tossicodipendenti, per anziani, parco giochi, sede di associazioni, ecc.).

Negli ultimi tre anni, i beni definitivamente confiscati alla criminalità organizzata nel territorio di Licata sono aumentati in modo vertiginoso, passando da 12 a 129. A questo “tesoretto”, che attende di essere restituito alla cittadinanza, devono aggiungersi 9 aziende anch’esse oggetto di provvedimenti ablatori devolute al patrimonio dello Stato e che potrebbero essere destinate alla vendita, all’affitto a società, imprese pubbliche o private ovvero concesse, a titolo gratuito, a cooperative di lavoratori; i dati dimostrano, però, che un’ampia percentuale delle aziende confiscate ha come destinazione finale la liquidazione.

Ad annunciare la notizia, sulla propria pagina Facebook, è l’associazione A testa alta che tanto si sta spendendo per sensibilizzare la cittadinanza sul tema dei beni confiscati e per denunciare lo stato di abbandono in cui si trovano da troppo tempo questi beni a Licata e, in genere, in provincia di Agrigento. «Abbiamo invitato la Commissaria Straordinaria del Comune di Licata, Maria Grazia Brandara, a inoltrare all’ANBSC apposita manifestazione d’interesse all’acquisizione dei nuovi compendi confiscati» – scrive l’associazione – «esprimendo l’intenzione di utilizzare terreni, fabbricati e appartamenti per soddisfare finalità sociali connesse alle esigenze del territorio».

Le nuove norme sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi – spiegano gli attivisti di A testa alta – consentono alle Amministrazioni interessate l’accesso, previo accreditamento concesso dall’ANBSC, alla sezione “Conferenze di Servizi” del sistema OPEN Re.G.I.O. dove vengono messe a disposizione le informazioni e la documentazione relativa a ogni singolo immobile. Acquisite in sede di Conferenza la manifestazione d’interesse, l’Agenzia Nazionale sottoporrà le proposte al Consiglio Direttivo, che espletate le verifiche e le valutazioni del caso, provvederà a deliberarne repentinamente la destinazione. In tempi brevi, quindi, potranno crearsi occasioni di lavoro per giovani disoccupati e per famiglie in difficoltà, oltre a concrete opportunità di socialità per la città di Licata».

La recente inchiesta “Confiscati e abbandonati” condotta da A testa alta ha mostrato che i beni sinora assegnati al Comune di Licata per finalità sociali si trovano sostanzialmente in stato di abbandono o di occupazione abusiva e, in qualche caso, sono stati illegalmente adibiti a discariche di rifiuti speciali e al sotterramento di carcasse di cani ed equini.

«Serve un cambio di rotta, si faccia l’interesse dei cittadini», così scrive A testa alta, e non possiamo che condividere appieno questa affermazione.