A “Resto al Sud”, la manovra che investe sui giovani per contrastare l’emigrazione dei siciliani

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@Paolo Picone

Sono 11.000 i siciliani che hanno lasciato l’isola nel corso del 2016, la metà dei quali provenienti da Palermo e Catania, anche se Agrigento è la provincia che annovera il più alto numero di italiani iscritti all’AIRE, l’Anagrafe Italiana dei Residenti all’Estero, con Licata, e i suoi 16.236 iscritti, in testa alla triste classifica.  Quasi il 40% dei migranti è tra i 25 e 34 anni, ma si registrano numeri a due cifre anche nella fascia d’età compresa tra zero e 14 anni, a testimoniare che le valigie vengono fatte per i componenti dell’intero nucleo familiare, a differenza di quello che capitava in passato e a conferma che l’addio è da considerarsi definitivo.

A fotografare questa situazione impietosa è il Rapporto Italiani nel Mondo, curato dalla Fondazione Migrantes della CEI, che ha l’obiettivo di analizzare la storia dell’emigrazione italiana e collocarla in un contesto internazionale.

Nell’ottica di contrastare questo esodo, potrebbe avere molta importanza la manovra “Resto al Sud”, varata con il Decreto Legge numero 91 del 20 Giugno 2017 e rivolta ai giovani imprenditori residenti in Campania, Puglia, Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Calabria, Molise e Sicilia. Il problema principale è che manca ancora il Decreto Attuativo, non ancora adottato, che sbloccherebbe i 36 milioni di euro che sono stati messi a disposizione per il 2017.

La dotazione finanziaria complessiva è di 1.250 milioni di euro e l’incentivo prevede un finanziamento fino a un massimo di 40.000 Euro per ogni richiedente, di cui ben il 35% a fondo perduto e il restante 65% finanziato con un prestito a tasso zero da restituire in otto anni. Se la richiesta viene inoltrata da una società costituita da più soggetti, l’importo massimo finanziabile e di 200.000 Euro a progetto.

Un vero e proprio investimento sui giovani imprenditori, dunque, rivolto anche a coloro che desiderano investire in imprese ricettive e turistiche, segmento che dovrebbe diventare volano dell’economia locale e contribuire a far ripartire il settore dell’occupazione.

I dati in tal senso sono anche positivi, visti i numeri dell’estate conclusa che ha visto un’impennata delle presenze turistiche di stranieri, ma spesso non vengono sfruttati secondo le potenzialità che potrebbero esprimere. Da aggiungere che la Sicilia è la regione italiana che possiede più siti iscritti al Patrimonio Mondiale dell’Unesco ed è, in effetti, un meraviglioso museo a cielo aperto.

Ci auspichiamo, quindi, che vengano quanto prima emanate le misure necessarie a garantire l’operatività dell’incentivo, che rappresenta un’opportunità imperdibile per i nostri giovani concittadini, i quali non hanno molte altre possibilità di reperire la liquidità necessaria per avviare un’impresa. Questa misura si va a collocare, infatti, accanto agli strumenti dell’accesso al credito più classici, come i prestiti personali,i  mutui o le cessioni del quinto (preventivo online della cessione del quinto dello stipendio su calcoloprestito.org), e offre una ghiotta occasione che non possiamo non segnalare.